L’acconto Irpef è l'imposta da corrispondere all'erario da parte dei contribuenti persone fisiche quale anticipo sui redditi per l'anno in corso. Per calcolare se sia dovuto il pagamento si tratta di verificare l’importo dell’imposta calcolata con la dichiarazione dei redditi relativa all'anno precedente. L’obbligo della corresponsione scatta al superamento di €. 51,65 di imposta a debito. In tal caso l’importo da versare è pari al 99% dell’imposta.
ESEMPIO RIDUZIONE ACCONTO DAL 99% ALL'82% (a seguito aggiornamento del 23/11/2011)
Il contribuente che deve effettuare il pagamento deve necessariamente:
Ha facoltà, nel caso l'importo sia superiore a tale cifra:
AGGIORNAMENTO DEL 23/11/2011
PER I CONTRIBUENTI CHE HANNO GIA' OPERATO IL PAGAMENTO:
NEL CASO IN CUI I SOSTITUTI NON SIANO IN GRADO QUANTIFICARE LA RIDUZIONE:
Il contribuente che ritiene di dover versare una minore imposta sui redditi da dichiarare nella successiva dichiarazione ha facoltà di calcolare l'acconto in relazione ai redditi previsti. Per fare questo dovrà elaborare una bozza di dichiarazione e compiere una calcolo previsionale della seconda rata d’acconto.
ESEMPIO RIDUZIONE ACCONTO
Il Signor Mario Rossi, a seguito dell'elaborazione del modello unico 2011 ha conteggiato un' imposta IRPEF a debito pari a 1.000,00. Tale ammontare è stato versato all'erario nel mese di luglio, tramite il modello F24. Scatta l'obbligo, per tale contribuente, di versare l'imposta in acconto, per un importo pari al 99% (euro 990,00). La somma in questione è stata versata, per un importo pari al 40% (euro 396,00) nel mese di luglio, contestualmente al versamento del saldo menzionato. Entro il 30 novembre il contribuente avrebbe dovuto versare la rimanente parte (euro 594,00) pari al 60%. A seguito della richiamata riduzione (dal 99 all'82%) l'entità complessiva dell'imposta annuale da corrispondere in acconto è pari ad euro 820,00 euro. L'importo del versamento da operare entro il 30 novembre, decurtata la prima rata in acconto, sarà quindi pari ad euro 424,00.
Il contribuente che si renderà conto di aver compiuto una valutazione sbagliata, ovvero avrà pagato un importo minore rispetto a quello effettivamente dovuto avrà a disposizione l'istituto del Ravvedimento operoso per regolarizzare la propria posizione. Tale opportunità è valida fino alla scadenza del termine della presentazione della dichiarazione dei redditi. Al di là di tale termine scatterà la sanzione del 30% sulle somme non versate, o versate in meno, oltre agli interessi.
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Versamento dell’acconto IRPEF per i contribuenti che si avvalgono della “cedolare secca”:
ACCONTO GESTIONE SEPARATA INPS:
ACCONTI VERSATI IN ECCESSO:
ARRIVANO I CODICI TRIBUTI PER OPERARE LA COMPENSAZIONE:
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